Gestione del Colore


A partire dalla versione 6, FitPlot consente la gestione degli spazi colore nelle immagini importate da documenti di tipo bitmap1, richiamando il pannello gestione colore [cmd-shift-C] oppure, nella barra comandi, cliccando su: Gestione colore.

Un corretto uso del flusso degli spazi colore consente risultati ottimali riguardo alla corrispondenza dei toni e dei colori tra l'originale (foto scattata) ed il risultato finale (foto stampata).


Come funziona la nuova gestione colore in FitPlot

FitPlot suddivide in tre fasi il flusso del colore nelle immagini di tipo bitmap:

  1. Spazio colore iniziale [obbligatorio]
    incorporato [possibile], eventualmente già presente nel file immagine
    assegnato [in alternativa], qualora quello incorporato fosse assente, ne viene assegnato da FitPlot, in base alle impostazioni dell'utente
  2. Spazio colore di lavoro [facoltativo], usato per convertire i possibili diversi spazi di partenza (di diverse immagini) in uno comune (generalmente di gamma più ampia)
  3. Spazio colore di output [facoltativo], usato per la finalizzazione, tipicamente quello del dispositivo di output sul quale andremo a stampare

Con la gestione degli spazi colore, FitPlot mette a disposizione degli specialisti, un controllo capillare della stampa, lasciando tuttavia la semplicità ed i risultati di sempre, a disposizione dell’utilizzatore meno esigente.


Il pannello gestione colore

Il pannello dove controlliamo il tutto si richiama dal menu Vista->Mostra / Nascondi Pannello Gestione Spazi Colore [cmd shift C] oppure dalla barra strumenti: Gestione colore.
Si presenta con una tabella in cui ogni riga rappresenta un elemento in FitPlot (immagine, pdf o gruppo).
Possiamo gestire il colore soltanto per le immagini di tipo bitmap1. Sono quindi esclusi i files vettoriali (pdf, eps) ed i gruppi. Per questi ultimi è sufficiente separarli [cmd-shift-G] fino ad ottenerne gli elementi base che, se del tipo giusto, possono anch'essi essere inclusi nella gestione del colore.

color management panel

La tabella

Nella colonna più a sinistra [ 1 ] abbiamo l'anteprima dell'immagine, accanto c'è il nome del file di riferimento [ 2 ].
Queste sono le colonne "identificative" dell'elemento sul quale le restanti colonne andranno a gestire/monitorare il flusso del colore.
Vediamole iniziando dal nome del profilo incorporato [ 3 ], quando presente, e a seguire, quello del profilo in uso [ 4 ] che cambierà in base alle scelte che faremo.
Segue la piccola colonna informazioni [ 5 ], contrassegnata dalla lettera ℹ️; contiene un piccolo pulsante, cliccando il quale, si aprirà un pop-over con rappresentata la concatenazione dei vari profili in uso.
Seguono poi le colonne più importanti, quelle dove potremo agire, individualmente su ogni riga/immagine, per regolare gli spazi colore (assegnato, lavoro, output) con i relativi intenti di resa (nelle conversioni a profilo di lavoro e di output). Le caselle assegnato [ 6 ], lavoro[ 8 ] e output [ 10 ] sono intervallate dai pop-up per la scelta degli intenti di resa per la conversione a lavoro [ 7 ] e ad output [ 9 ].
Le caselle contengono un pulsante radio di cui vediamo il significato nello specchietto "Operazioni di Gestione Colore"

Non può mancare, infine, un pulsante di reset [ 11 ] per ripristinare l'immagine al solo profilo incorporato (o a quello assegnato).

Le scelte profili

In basso, sotto la tabella, ci sono i vari pop-up per la scelta dei profili. Le voci dei pop-up sono prese dai profili disponibili nella nostra macchina, vedi la nota Trasportabilità degli spazi colore3.

Scelta profilo da assegnare [ 12 ]
Questi sono i pop-up dei profili da assegnare in automatico alle immagini che vengono inserite e che sono sprovviste di un proprio profilo incorporato. Sono tre: uno per l’RGB, uno per la quadricromia ed uno per la scala di grigi. Il programma è in grado di capire il tipo di immagine e di assegnare lo spazio del modello giusto.

Scelta profilo di lavoro [ 13 ]
Anche qui possiamo scegliere tra i vari profili disponibili sul nostro computer. Sotto il pop-up c’è un’opzione che consente di bypassare [ 14 ] l'intento di resa5 individuale e di usarne uno globale [ 16 ] per tutte le conversioni (allo spazio di lavoro).

Scelta profilo di output [ 18 ]
Questo pop-up si attiva solo se scegliamo l’opzione di bypassare Colorsync [ 16 ], vedi nota bypass ColorSync®4.
Come per lo spazio di lavoro, anche qui possiamo scegliere tra i vari profili disponibili sul nostro computer e anche qui c’è l’opzione che consente di bypassare [ 17 ] l'intento di resa5 individuale e di usarne uno globale [ 19 ] per tutte le conversioni (allo spazio di output).

I pulsanti “batch”

Ancora più in basso, nel pannello, ci sono i pulsanti per le operazioni "batch" che consentono di applicare con un solo click, la stessa operazione a tutte le immagini del documento.

[ 20 ] Ri-assegna batch: assegna di nuovo (poiché la prima assegnazione avviene in automatico all'atto dell'inserimento dell'immagine) il profilo scelto (RGB, CMYK o grigio, a seconda del modello immagine) a tutte le immagini che ne hanno i requisiti (bitmap, non bloccate).

[ 20 ] Converti batch allo spazio di lavoro: converte al profilo di lavoro scelto, con intento di resa5 individuale o globale (se bypass ON), tutte le immagini che ne hanno i requisiti.

[ 22 ] Converti batch allo spazio di output: è attivo solo se la casella bypass ColorSync è ON; converte al profilo di output scelto, con intento di resa5 individuale o globale (se bypass ON), tutte le immagini che ne hanno i requisiti.

[ 23 ] Ripristina: rimuove i profili di lavoro e di output, lascia solo il profilo assegnato (quello tra RGB, CMYK, grigio, a seconda del modello di ciascuna immagine) o il profilo incorporato, se presente.

Operazioni di Gestione Colore

Assegnazione

Cliccando sul pulsante radio "assegnato" (che è attivo solo se l'immagine non ha già un profilo incorporato), viene effettuata l'assegnazione del profilo (RGB, CMYK o grigio, a seconda del tipo di immagine) in base alla voce scelta nei pop-up relativi all'assegnazione. Naturalmente FitPlot non è in grado di modificare il profilo incorporato in un'immagine, non avrebbe senso. FitPlot è però in grado di convertire un profilo incorporato in un altro profilo.

Conversione a profilo lavoro

Cliccando sul pulsante radio "lavoro" effettueremo una conversione dal profilo assegnato (o incorporato, se presente) al profilo scelto nel pop-up relativo ai profili di lavoro. La conversione viene effettuata con un intento di resa5 che è quello scelto sulla riga relativa all'immagine oppure quello globale, se scegliamo questa opzione, presente sotto il pop-up dei profili di lavoro.

Conversione a profilo di output

Per attivare il pulsante radio "output" è necessario prima spuntare la casella "bypass ColorSync", vedi nota a riguardo. Cliccando sul pulsante radio "output" effettueremo una conversione dal profilo corrente (che può essere quello di lavoro, se usato, oppure uno tra assegnato o incorporato) al profilo scelto nel pop-up relativo ai profili di output. Anche in questo caso la conversione viene effettuata con un intento di resa5 che è quello scelto sulla riga relativa all'immagine oppure quello globale, se scegliamo questa opzione, presente sotto il pop-up dei profili di output.

Nota: l'immagine originale non è in alcun modo modificata dalle regolazioni immagine effettuate all'interno di FitPlot.
È possibile comunque salvare l'immagine così modificata in un file TIF con il comando "esporta singola immagine come TIF", disponibile anche nella barra strumenti con l'icona export single image

Significato dei colori delle caselle

Le caselle di assegnazione / conversione possono assumere tre differenti colori:

  1. Verde : il profilo è attivo e corrisponde a quello scelto nel pop-up relativo.
  2. Giallo : il profilo è attivo ma non corrisponde a quello scelto nel pop-up relativo. Indica quindi che, se abbiamo cambiato scelta, il profilo attualmente usato non corrisponde a questa nuova scelta. Può anche succedere che, riaprendo un file FitPlot su un computer diverso da dove era stato salvato, il profilo attivo dell'immagine non sia presente su tale computer, quindi non può esser presente nel pop-up. In tal caso il profilo è regolarmente attivo per quell'immagine, ma non può essere applicato ad altre immagini perché non presente nel sistema. A questo riguardo, si prega di leggere la nota: trasportabilità degli spazi colore3.
  3. Rosso : il profilo non è in uso.

Principio di funzionamento

Dopo aver descritto quali sono i controlli a disposizione, vediamo quale è la loro reale utilità e come possiamo farne uso proficuo con un esempio.

Lo scopo della gestione del colore è quello di "tradurre", nel miglior modo possibile, i colori dell'immagine originale nei colori riproducibili con il dispositivo di uscita. I profili colore delle immagini sono i "dizionari" che consentono una corretta traduzione.


Avremo quindi uno spazio iniziale che di solito è fornito dal dispositivo di acquisizione (situazione ideale) ed uno finale che è dato dalla combinazione stampante / supporto ed è, o fornito dal produttore o realizzato in casa attraverso test colorimetrici ad hoc (situazione ideale).

Nella realtà ci saranno sempre e comunque situazioni non ideali dove non conosciamo né il profilo né il dispositivo di acquisizione di una certa immagine, oppure non conosciamo il profilo ideale di quella data stampante per quella determinata carta. In questi casi, comunque vada, non potremo mai avere il risultato migliore (se non per caso o per tentativi), ma potremo comunque avvalerci di quel poco che sappiamo per ottenere un risultato perlomeno discreto.

In ogni caso, gestiamo le opportune conversioni all'interno dell'applicazione, avendo sempre ben visibile l'anteprima video del risultato (softproof). Basterà poi, nel dialogo di stampa, usare alcune accortezze per evitare altre possibili conversioni "alla cieca" (vedi bypass ColorSync®).


color management infographic

Schema del flusso di lavoro come concepito in FitPlot


Il caso ideale

Nel caso ideale la prima prerogativa consiste nell'avere l’immagine già fornita di profilo incorporato. Il profilo è, di solito, generato direttamente dal dispositivo di acquisizione (scanner, fotocamera ecc.) ed è stato sicuramente tarato al meglio dal produttore del dispositivo stesso. Per questo, quando in FitPlot viene inserita un'immagine già dotata di profilo, non è consentito ri-assegnarlo, è già il migliore possibile, costituisce, in un certo senso, il dizionario che ci permette di "tradurre" l'immagine in un'altra "lingua", cioè in un altro profilo. Se cambiassimo il dizionario originale con un altro, la traduzione sarebbe inevitabilmente piena di "errori".

La seconda prerogativa è la conoscenza e disponibilità (sul computer dove lavoriamo) del profilo giusto per la combinazione stampante / supporto su cui andremo a stampare.

Con queste due prerogative, sarà sufficiente convertire in un opportuno profilo di output, corrispondente a quello del dispositivo / supporto di cui ci avvarremo in stampa.
Successivamente, nel dialogo di stampa, bisognerà fare attenzione ad escludere ogni scelta automatica del profilo, andando ad impostare noi quello giusto.
Di solito, nel dialogo di stampa, bisogna ricercare l'opzione "Color Matching" e da lì scegliere il profilo che abbiamo usato nella nostra conversione.
Quindi, le azioni in sequenza sono:

  • Aprire il pannello della gestione colore [cmd shift C]
  • Cliccare sull’opzione “bypass ColorSync” per attivare il pop-up dei profili di output
  • Scegliere il profilo di output della stampante per il tipo di carta da usare
  • Selezionare la riga con l’immagine da modificare
  • Scegliere l’intento di resa5 per la conversione output
  • Fare click sul pulsante radio nella casella output
  • Fatto questo, l’immagine è convertita a quel profilo e dovremmo avere un riscontro video del cambiamento (talvolta il cambiamento è minimo!), da rossa, la casella output diventa verde e il pulsante radio è ON
  • Scegliere il menu Stampa e nel dialogo disattivare la scelta automatica del profilo per poter selezionare quello che abbiamo impostato per l'output (vedere nota "bypass ColorSync®" per impostare le opzioni giuste nel dialogo di stampa, n.b.: il dialogo può sensibilmente variare da produttore a produttore!)

Nota: in questo caso, come vediamo, non è necessario fare ricorso all'impostazione del profilo di lavoro. Sia il profilo di lavoro che quello di output sono "facoltativi". Se non sono usati, in fase di stampa avverrà una conversione tra il profilo in uso di ogni immagine (incorporato o assegnato) ed il profilo della stampante (derivato dalle scelte che faremo nel driver, in base al tipo di carta, qualità ecc.).
Se vogliamo "governare" questo comportamento, dobbiamo fare una conversione "pilotata" usando il profilo di output, come spiegato in precedenza (caso ideale).

Casi più comuni

Se avessimo avuto più immagini, magari con profili incorporati diversi o assenti, allora sarebbe stato necessario assegnare prima i profili mancanti, poi convertire ad uno spazio di lavoro idoneo (di solito con la gamma più ampia possibile, tipo l’sRGB, il proPhoto o l’AdobeRGB), sempre controllando a monitor i cambiamenti avvenuti. Successivamente sarebbe stata necessaria la conversione al profilo di output come visto sopra.

Vediamo dunque come effettuare l’assegnazione profilo su singola immagine (priva di profilo):

  • Aprire il pannello di color management [cmd shift C]
  • Selezionare la riga con l’immagine da modificare
  • Selezionare nel pop-up (RGB, CMYK o Grigio, a seconda del modello colore dell’immagine) il profilo da assegnare
  • Cliccare sul pulsante radio nella casella “assegnato” per ri-assegnare il profilo scelto
  • Fatto questo, l’immagine acquisisce quel profilo e dovremmo avere un riscontro video del cambiamento (talvolta il cambiamento è minimo!)

Conversione su singola immagine a spazio lavoro

Una volta che le immagini posseggono [obbligatoriamente] un profilo iniziale (incorporato o assegnato), è possibile effettuare le conversioni ad altro profilo (profilo di lavoro o profilo di output).
Una conversione da uno spazio colore all’altro in pratica “traduce” il colore di ogni pixel dell’immagine originale in un colore “ideale” rappresentabile nel secondo spazio colore.
In effetti i colori rappresentabili da una certa stampante sono una sotto-gamma più o meno ampia di quelli che l’occhio umano riesce a percepire. Tanto più questa gamma è ampia e tanto più la stampante è di qualità. Lo stesso vale per i dispositivi di acquisizione (scanner, macchine fotografiche ecc.).

  • Selezionare la riga con l’immagine da modificare
  • Selezionare nel pop-up dei profili di lavoro quello in cui vogliamo convertire
  • Opzionalmente possiamo cliccare sulla casella di spunta “bypass intento di resa individuale (lavoro)” e scegliere la voce desiderata nel sottostante pop-up di intento di resa5 globale (che verrà usata per tutte le immagini del documento)
  • A questo punto, agendo individualmente per ogni immagine, andremo a cliccare sul pulsante radio nella casella “lavoro” per convertire nel profilo scelto
  • Fatto questo, l’immagine viene convertita e dovremmo avere un riscontro video del cambiamento (talvolta il cambiamento è minimo!), da rossa, la casella lavoro diventa verde e il pulsante radio è ON

Conversione su singola immagine a spazio output

  • Cliccare su “bypass ColorSync” per attivare il pop-up di scelta dei profili di output
  • Selezionare la riga con l’immagine da modificare
  • Cliccare nel pop-up dei profili di output e scegliere quello desiderato
  • Opzionalmente possiamo cliccare sulla casella di spunta “bypass intento di resa individuale (output)” e scegliere la voce desiderata nel sottostante pop-up di intento di resa5 globale (che verrà usata per tutte le immagini del documento)
  • A questo punto, agendo individualmente per ogni immagine, andremo a cliccare sul pulsante radio nella casella “output” per convertire nel profilo scelto
  • Fatto questo, l’immagine viene convertita e dovremmo avere un riscontro visuale del cambiamento (talvolta il cambiamento è minimo!), da rossa, la casella output diventa verde e il pulsante radio è ON
  • Scegliere il menu Stampa e nel dialogo disattivare la scelta automatica del profilo per poter selezionare quello che abbiamo impostato per l'output (vedere nota "bypass ColorSync®" per impostare le opzioni giuste nel dialogo di stampa).
    n.b.: il dialogo può sensibilmente variare da produttore a produttore!

Note:

  • Le immagini di tipo bitmap

    I files immagine di tipo bitmap (o raster) sono tipicamente JPEG, TIFF, PNG.
    Non sono considerati bitmap, quindi non usufruiscono delle funzioni di gestione spazio colore, i files di tipo pdf o eps (anche se contengono immagini bitmap) ed i gruppi creati in FitPlot (a meno di scomporli negli elementi originali e che tali elementi risultino bitmap).

  • ColorSync®

    Fino ad ora, l'intera "catena" del colore era gestita in FitPlot dal noto sistema ColorSync® di Apple®. In questo modo risultava facile agli utenti meno esperti importare e stampare le immagini senza preoccuparsi troppo della corrispondenza colore che era rispettata nel caso di profili incorporati nell’immagine, mentre era adattata in tutti gli altri casi.

    ColorSync® si occupava di assegnare uno spazio colore a quelle immagini che ne erano sprovviste (sRGB nelle ultime versioni di MacOS, da Snow Leopard in poi). Quando poi da FitPlot si mandava il tutto in stampa, l'architettura di stampa Apple® creava un pdf di spool in cui ogni immagine aveva almeno un profilo (quello assegnato sRGB o quello incorporato, se c'era).

    Al momento della stampa avveniva una conversione da profilo immagine a profilo stampante, quindi da sRGB o da profilo incorporato a profilo stampante.

    Se il profilo stampante ed il profilo incorporato corrispondevano, non avveniva conversione ed in quel caso la corrispondenza era precisa, negli altri casi (la maggior parte) la corrispondenza era "adattata" e, soprattutto, avveniva alla cieca, senza alcun controllo.

    Anche adesso ColorSync® è il motore usato per le conversioni ed è ancora l’architettura di stampa Apple® che crea il pdf di spool. La differenza sostanziale, con i nuovi controlli messi a disposizione, è che possiamo convertire le immagini negli spazi colore più opportuni, con la possibilità di ottenere risultati ottimali, specialmente nelle situazioni dove è richiesto un livello di qualità superiore.

    L'occhio del profano può non fare distinzione tra due tonalità, ma l'occhio allenato, o meglio ancora un colorimetro, strumento che non manca in un laboratorio di stampa professionale, percepiscono la differenza.

    L’uso di stampanti e supporti cartacei di alta qualità e, soprattutto, di strumenti di taratura e controllo, consentono di organizzare il proprio “flusso” del colore, ricorrendo alla creazione di spazi colore su misura, qualora non fossero disponibili nel corredo della stampante, per poter interpretare al meglio il passaggio tra immagine originale (con profilo del supporto di acquisizione) e immagine finale (stampa su supporto).

  • Trasportabilità degli spazi colore

    Gli spazi colore a disposizione possono variare da macchina a macchina, a seconda se abbiamo o no installato applicazioni che si portavano dietro un bagaglio di profili colore (ad esempio Adobe Photoshop) o se ne abbiamo creati di nuovi (con le tarature colorimetriche ecc.). Può succedere che se salviamo un documento con immagini a cui abbiamo assegnato un certo profilo, questo potrebbe non essere presente su un'altra eventuale macchina in cui andremo a riaprire il documento. L’immagine avrà ancora il profilo assegnatole, ma questo non sarà disponibile nelle voci dei pop-up. Si consiglia quindi di fornire anche i profili (tipicamente files .icc) perché siano installati anche sulla seconda macchina.

  • Bypass ColorSync®

    l'etichetta Bypass ColorSync® è molto sintetica, per ragioni di spazio, il che può trarre in inganno. La dicitura estesa dovrebbe essere "bypass opzione automatica scelta profilo di ColorSync®".

    Come abbiamo visto, la casella bypass ColorSync® consente di abilitare l'impostazione del profilo di output. Di per sé questa opzione non ha il potere di escludere gli automatismi ColorSync® in fase di stampa, cosa che dovremo comunque fare "manualmente".

    FitPlot si appoggia, per la stampa, all'architettura fornita da Apple ed ai driver delle stampanti che volta volta vengono caricate.
    È perciò necessario, andare a cambiare manualmente alcune opzioni nel dialogo di stampa.
    FitPlot non può farlo automaticamente al nostro posto.

    Ogni costruttore di dispositivi di stampa ha il compito di implementare il driver per il proprio prodotto.
    L'interfaccia (dialogo di stampa) potrebbe essere differente da costruttore a costruttore.
    Nel dialogo di stampa dobbiamo ricercare le opzioni di Color Matching, quindi ColorSync®, escludere la scelta automatica del profilo sostituendola con il ➛ profilo che avremo scelto per l'output (qui sotto vediamo l'opzione ColorSync® per una stampante Epson®).

    bypass colorsync automatic profile option
    Dialogo di stampa, opzione Color Matching
  • Intento di resa

    Durante una conversione di un'immagine da un profilo ad un altro, i colori rappresentati dal profilo originale che sono compresi nella gamma del profilo di destinazione sono lasciati inalterati, mentre quelli che non hanno corrispondenza, oppure sono vicini ai limiti, vengono "tradotti" nel colore più appropriato fornito da un algoritmo (motore CMM) e da un’intento di resa (rendering intent).
    In FitPlot possiamo scegliere l’intento di resa che più ci aggrada scegliendo tra le opzioni:

    1. colorimetro assoluto
    2. colorimetro relativo
    3. percettivo
    4. saturazione

    Al cambiamento dell’intento di resa corrisponde un cambiamento (anche se talvolta impercettibile) nell’immagine a schermo.
    Per una miglior comprensione della funzione degli intenti di resa, rimandiamo la lettura alla descrizione che ne dà wikipedia a quest'indirizzo [in inglese].